La Novena

Novena al SS. Ecce uomo

(Indulgenza di 100 giorni  tante volte per quante volte si recita)

 

Inno

Ecce Homo, veneremur

toto corde, corpore

plagas fusas meditemur,

pretioso sanguine,

manus vinctas osculemur.

ornatas arundine.

 

Ecce Homo purptratus,

nostra ferens crimina,

spinis dire coronatus,

quibus fert atrocia,

suae genti demonstratus,

sustinet ludibria.

 

Ecce uomo, Agnus Dei,

vita, spes credentium,

indigentes culpis rei,

petant hic remediurn;

sicque honor detur Ei,

suum ante solium. — Amen.

 

v)  Deus, in adjutorium etc.

R) Domine ad adjnvandum etc.

I

O Gesù, padre amatissimo e Redentore  pietoso delle anime nostre, noi vi adoriamo, vi lodiamo e ringraziamo per tutti i tormenti, che avete sofferto per la nostra salute nel Pretorio di Pilato.

 Per noi misere ed indegne creature, voi foste flagellato, coronato di spine, saturato d’obbrobri, e mostrato ai vostri nemici, miserando spettacolo di dolori e di umiliazioni

Ah! Gesù caro ! noi vi preghiamo per i meriti della vostra passione

che il nostro cuore non rimanga indurito e non desideri, con l’affetto al peccato,

la vostra morte.

 Dhe! imprimete nell’ anima nostra la vostra immagine compassionevole, e fateci sentire ciò che scorgiamo in voi.

Traetela a voi quest’ anima misera ed attaccata alla terra, e fate trionfare in essa la forza e la soavità, dell’ amor vostro.

Pater, Ave, Gloria.

Ave, Iesu, pastor, fldelium.

Adàuge fldem òmnium

In Te credèntium.

II

O Gesù afflitto, dispregiato e straziato! come rimane confusa l’anima nostra nel considerare che i nostri peccati, più che i carnefici, vi ridussero nello stato in cui vi rimiriamo! Ah, che più non sembrate il più bello fra tutti i figlioli degli uomini ma, ricoperto di ferite e di sangue, siete I’ uomo dei dolori; come un lebbroso percosso da Dio e umiliato; simile ad un virgulto che spunta da terra sterile e sitibonda, privo d’ogni bellezza e splendore.

Deh!  non permettete che siano per noi vani tanti tormenti ;ma fate risplendere in cotesto corpo insanguinato e lacero la vostra virtù divina, e commovete oggi i nostri cuori, affinchè, detestando le nostre colpe, possiamo conseguire la vostra santa grazia.

Pater, Ave, Gloria.

Ave, Iesu, pastor, fldelium.

Adàuge fldem òmnium

In Te credèntium.

III

Voi, o Gesù, Re della gloria e Signore del cielo e della terra, foste pasciuto d’onta e di scherno e trattato come un re insensato ed immaginario per abbattere la superbia, causa della nostra rovina.

Ah, Salvatore divino!  illuminate il nostro intelletto, onde chiaramente conosciamo l’eccellenza della s. Umiltà, che voi c’insegnaste con tanto abbassamento della vostra infinita maestà.

Fateci conoscere che il Vostro regno si manifesta nella umiltà e nella mansuetudine, ed accendete il nostro cuore, affinchè, adornato di queste virtù a voi si care, si allontani completamente dalle vanità della terra, ed aspiri solo a quella gloria, che avete promesso ai vostri seguaci.

Pater, Ave, Gloria.

Ave, Iesu, pastor, fldelium.

Adàuge fldem òmnium

In Te credèntium.

 

IV

O Gesù, splendore del Padre, tutto avete sofferto per rimediare ai nostri danni.

Per acquistarci la corona di gloria vi foste coronato di spine; foste coperto d’un lurido straccio per rivestirci della vostra grazia, e foste legato come un malfattore, per ridonarci la libertà dei figliuoli di Dio.

In questo stato compassionevole Pilato vi mostra a quel popolo, che vi aspettò per quaranta secoli, e che non volle in Voi riconoscere il vaticinato Messia.

Anche noi, o Gesù, vi abbiamo tante volte rigettato, disprezzando la vostra grazia.

 Ma adesso umiliati e compunti, vi promettiamo di non più offendervi.

Perdonateci, o Gesù, ed operate completamente la nostra salute.

Volgete gli occhi su di Voi stesso, e fate per noi ciò che questo sangue, questi

obbrobri e questi dolori, da voi domandano.

Pater, Ave, Gloria.

Ave, Iesu, pastor, fldelium.

Adàuge fldem òmnium

In Te credèntium.

 

v

O Gesù, se il vostro regno fu rigettato dai Giudei, se il vostro impero fu posposto a quello di Cesare non permettete che esso sia rigettato anche da noi.

Venite, o vero Re, o legittimo nostro Signore, venite a regnare nell’anima nostra.

Per tutte le ignominie e i dolori da Voi sofferti, vi chiediamo, o Gesù, che da ora innanzi Voi solo regniate sopra di noi, voi solo ci possediate, e voi solo siate servito come il sovrano padrone dell’anima nostra.

Il  vostro regno, o mio Dio, è regno di carità, allettate dunque l’anima nostra con la bellezza del fuoco che traluce in mezzo ai vostri obbrobri, e risplende in cotesto corpo lacero e insanguinato; allontanate da essa ogni rea passione, e riparate a tutte le sue rovine.

Mostrate finalmente la vostra luce a quelli che vanno smarriti e che vogliono tornare a voi, e concedete a tutti di perseverare fino alla morte nella vostra grazia.

 Così sia.

Pater, Ave, Gloria.

Ave, Iesu, pastor, fldelium.

Adàuge fldem òmnium

In Te credèntium.