Il Culto

IL CULTO DEL SS. ECCE HOMO

LE GRAZIE

Da questa immagine Gesù dispensa innumerevoli grazie a quelli che lo invocano con fede.

E' impossibile enumerarle tutte: testimoni eloquenti ne sono i numerosi voti che i credenti vanno a sciogliere, quasi ogni giorno, nel Suo Santuario, i pellegrinaggi di tutti i paesi d'intorno, le lettere che affluiscono da tutte le regioni d'Italia e d'oltre oceano.

Qui si vuole ricordare soltanto qualcuna delle grazie e dei prodigi operati dal SS.  Ecce Homo, allorché fecero a Lui ricorso intere popolazioni in tempo di pubbliche calamità.

 

- Il 3 luglio del 1525, il beato Matteo, frate minore nativo del luogo, doveva tenere una predica ai suoi compaesani, e poiché era accorsa tanta di quella gente che tutta nella chiesa non c'entrava, decise di parlare in piazza, sotto un albero; sui rami della pianta, però, si beavano al sole moltissime cicale che frinivano, frinivano senza sosta, e non lasciavano parlare il beato che, infastidito, ordinò loro di tacere in nome dello Spirito Santo: le cicale all'istante obbedirono.

- Nel 1680, le terre di Mesoraca e paesi limitrofi furono liberate da una invasione di cavallette, le quali, mentre ancora si faceva la processione con la miracolosa Effigie,  furono viste precipitarsi nelle acque dei fiumi che bagnano il paese, o dirigersi  verso il mar Ionio.

- Nel 1687, dopo una lunga siccità che aveva arse le campagne, si ottenne, con preci e voti ferventi al SS. Ecce Homo, la benefica pioggia, che permise di seminare le biade e permise, a suo  tempo, di avere una copiosa raccolta.

-Nel 1721, invece, si temeva  una grande carestia, perché le piogge frequenti e abbondanti avevano già cominciato a far infastidire le messi.

Il 25 luglio, una folla innumerevole di persone di Mesoraca e dei paesi vicini ebbe la consolazione non solo di veder cessare la pioggia, durante la processione, ma parecchie persone furono liberate da ossessioni diaboliche; uno fanciullo storpio di mani e piedi, raddrizzato all'istante, e molte altre persone guarite da varie infermità.

Per ricordare questi avvenimenti fu istituita la festa del 25 luglio.

 

Processione

Tutte le volte che il popolo si sentiva  minacciato o afflitto da gravi sciagure, si vestiva di sacco, si cingeva  la testa di spine, e percuotendosi con funi, andava in processione al santuario, cantando “fra l'altro” lungo il percorso:

“Perdono, mio Dio,

mio Dio, perdono

 perdono, mio Dio

 perdono, pietà”.

In tale circostanza i fedeli si riconciliavano con Dio, accostandosi ai Santissimi Sacramenti della Confessione e della Comunione.

 

LE FESTE

si celebrano ogni anno quattro feste

a ) festa dell'8 marzo,  che ricorda il terremoto del 1832

b) festa del 21 marzo, che ricorda il terremoto del 1783.

c) festa di maggio, alla quarta domenica: viene preceduta dal Novenario  e coronata da una pittoresca fiera, la quale ha inizio il giovedì precedente.

d) festa del 25 luglio, preceduta anch’essa da un Novenario

e ) festa settenaria.

Ogni sette anni si suol fare una festa solenne con la processione del SS. Ecce Homo a Mesoraca,  dove si trattiene per un numero determinato di giorni.

L'immagine prodigiosa si espone alla pubblica venerazione e si porta in processione per le vie di Mesoraca e  di Filippa.